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SCLEROSI MULTIPLA: LA DIETA DI ROY SWANK

31-03-2008 - Autore:

La sclerosi multipla è una sindrome debilitante caratterizzata da lesioni progressive del sistema nervoso. Tra i primi sintomi di sclerosi multipla vi sono quelli elencati di seguito:

  1. Sintomi muscolari: senso di pesantezza, debolezza, trascinamento delle gambe, indolenzimento, tendenza a lasciare gli oggetti di mano, goffagine.
  2. Sintomi sensoriali: ronzio, sensazioni di punture di aghi, intorpidimento, sensazione di morte, rigidità, sensazioni elettriche.
  3. Sintomi visivi: offuscamento, annebiamento, confusione, dolore al bulbo oculare, cecità, visione sdoppiata.
  4. Sintomi vestibolari: intonimento, vertigine rotatoria, senso di ubriachezza, nausea, vomito.
  5. Sintomi urogenitali: incontinenza, tenesmo vescicale, perdita della funzione sessuale.

Nonostante le numerosericerche, rimangono molti interrogativi sulla sclerosi multipla. La medicina convenzionale è quasi ossessionata dal desiderio di trovare una causa virale a questa malattia, eppure i lavori più recenti suggeriscono che siano in gioco disturbi immunitari.Nella sclerosi multipla la guaina mielinica che circonda i nervi viene distrutta; per questo motivo, viene classificata come malattia "demmielinizzante". Le zone di demielinizzazione (placche) variano di dimensione e posizione all'interno del midollo spinale. I sintomi corrispondono a grandi linee alla distribuzione delle placche. In circa i due terzi ndei casi, la malattia insorge tra i 20 e i 40 anni (solo di rado dopo i 50 anni) e le donne sono colpite leggermente più degli uomini (60% di donne contro il 40% di uomini). Sebbene siano stati proposti diversi agenti eziologici, quali virus, fattori autoimmuni e dieta, la causa della sclerosi multipla rimane tuttora sconosciuta. Per quanto riguarda gli acidi grassi essenziali, si ritiene che le persone affette da sclerosi multipla abbiano un difetto dell'assorbimento e/o del trasprto dei grassi, che determina uno stato di carenza funzionale. In circostanze normali, poichè il consumo dei grassi saturi aumenta il fabbisogno di acidi grassi essenziali, si ha uno stato di deficit anche laddove l'apporto di acidi grassi essenziali nella dita sia nella norma. Un ruolo cruciale nel difetto di metabolismo degli acidi grassi essenziali nella sclerosi multipla è svolto dalla carenza degli omeg-3, che hanno un ruolo critico nella struttura e nella funzione della mielina. Un deficit di acido alfa-linolenico e di altri acidi grassi omega-3 può compromettere permanentemente la normale funzione della mielina.

LA DIETA DI ROY SWANK

Roy Swank, professore di Neurologia, presso la Facoltà di Medicina dell'Università dell'Oregon, ha fornito una prova convincente del fatto che una dieta povera di grassi saturi e ricca di acidi grassi essenziali, mantenuta per un prolungato periodo di tempo (lo studio è durato più di 34 anni, dal 1949 al 1984), tende a interrompere la progressione della malattia. Swank, a partire dal 1948, cominciò con successo a trattare i suoi pazienti con una dieta povera di grassi saturi, raccomandando quanto segue:

  • Eliminazione di burro e oli idrogenati (margarina e grassi da cucina).
  • Apporto quotidiano di grassi animali inferiore a 15 gr.
  • Apporto quotidiano di oli vegetali polinsaturi compreso tra 40 e 50 gr (da 3 a 4 cucchiai da tavola).
  • Almeno un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo (pari a 8 cps di BIOMEGA 3 della Bioevolution www.bioevolution.it).
  • Normale regime proteico derivato da vegetali, frutta secca, pesce, carne di tacchino e pollo (senza pelle) e carne magra (si consiglia di seguire la dieta pH).
  • Consumo di pece tre o più volte alla settimana (il pesce non deve provenire da allevamenti).

I risultati dello studio di Swank su pazienti affetti da sclerosi multipla sono clamorosi. Nei pazienti con disabilità minima che hanno seguito le sue raccomandazioni dietetiche la progressione della malattia è stata irrisoria (e talvolta assente) e solo il 5% di essi non è sopravvissuto ai 34 anni di studio. Viceversa l'80% di coloro i quali non hanno seguito la dieta consigliata non è sopravvissuto al periodo in esame. Anche i pazienti affetti da disabilità (da moderata a grave) che hanno seguito le raccomandazioni dietetiche hanno ottenuto risultati migliori rispetto al gruppo che non ha seguito le indicazioni. Oltre aridurre drasticamente la mortalità, la dieta ha impedito l'aggravarsi della malattia e ha ridotto notevolmente l'affaticamento. I risultati di Swank sulla sclerosi multipla, insieme ai numerosi altri studi compiuti su altre patologie degenerative croniche, confermano la necessità clinica di modificare la produzione di prostaglandine e dei composti a esse legati variando la fonte di acidi grassi alimentari. La dieta di Swank è ottima per qualsiasi malattia infiammatoria o allergica cronica. Come minimo, tale regime dietetico riduce il dosaggio di corticosteroidi necessari. Attualmente si ritiene che gli effetti benefici di questa dieta siano il risultato dei seguenti fattori.

  • Riduzione dell'aggregazione piastrinica.
  • Diminuzione della risposta autoimmune.
  • Riduzione dell'papporto dei grassi saturi.
  • Normalizzazione dei ridotti livelli di acidi grassi essenziali riscontrati nel siero, nei globuli rossi, nelle piastrine e, forse ancora più importante, nel liquido cerebrospinale dei pazienti affetti da sclerosi multipla.

BENEFICI DEGLI ACIDI GRASSI OMEGA-3 NELLA SCLEROSI MULTIPLA

Esistono ragioni molto valide in favore dell'uso di integratori di acidi grassi omega-3 (si consigliano BIOMEGA 3 della Bioevolution www.bioevolution.it) nel trattamento della sclerosi multipla. Una delle raccomandazioni chiave nella dieta di Swank è il consumo regolare di pesce (non di allevamento) e olio di fegato di merluzzo. Gli omega-3 sono essenziali nella sintesi del collagene. Le prime indagini sul rapporto tra dieta e sclerosi multipla hanno cercato di spigare perchè le comunità agricole dell'entroterra norvegese avevano una più elevata incidenza di sclerosi multipla rispetto agli abitanti delle aree costiere. Iricercatori hanno scoperto che la dieta degli agricoltori era più ricca di prodotti animali caseari rispetto a quella degli abitanti della costa e che la dieta di questi ultimi era assai più ricca di olii omega-3 derivati da pesci dei mari freddi. Poichè i prodotti di origine animale e i latticini sono molto più ricchi di acidi grassi saturi e poveri di acidi grassi polinsaturi rispetto ai pesci, i ricercatori hanno studiato più nel dettaglio quest'associazione. Gli studi successivi hanno evidenziato un forte legame tra una dieta ricca di prodotti di origine animale e latticini e l'incidenza di sclerosi multipla. Sfortunatamente, i ricercatori e i medici sono restii ad accettare il fatto che gli omega-3 presenti nella dieta possono ridurre il rischio di sclerosi multipla.

SUGGERIMENTI

La medicina ufficiale considera la sclerosi multipla una malattia inguaribile e offre solo cortisone per migliorare la condizione del malato. L'alimentazione svolge un ruolo chiave, in quanto deve diventare vegetariana-integrale (si consiglia la dieta pH), possibilmente anche di coltivazione biologica, con un apporto il più possibile alto di vegetali crudi, a seconda di quanto lo si sopporta. Successivamente bisogna rinunciare a tutti i veleni acidi provenienti da consumi voluttuari del nostro tempo:

  • acido urico dal consumo di carne
  • acido tannico dal consumo di tè nero e caffè
  • acido solforico dalla carne di maiale
  • acido acetico dal consumo di dolci e grassi
  • acido ossalico da rabarbaro, spinaci e cacao
  • acido nitrico da carne in scatola e da formaggi con aggiunta di calcio e sodio

Per neutralizzare questi acidi è consigliabile assumere degli alcalinizzanti (BIOALKALIN della Bioevolution www.bioevolution.it), che si uniscono agli acidi, formando le cosiddette scorie che il nostro organismo elimina.

Anche una esagerata attività fisica, nel soggetto affetto da sclerosi multipla, se ancora possibile, è da evitare (troppa produzione di acido lattico). Sono consigliabili lunghe passeggiate all'aria aperta.

Un ultimo suggerimento è quello di tenere pulito l'organismo, in particolar modo l'intestino colon. Trattandosi di una malattia autoimmune, alcune sedute di idrocolonterapia porterebbero ad un discreto miglioramento dei sintomi.

BIBLIOGRAFIA

Michael T. Murray, Guida medica agli integratori alimentari, Ed. RED

AVVERTENZE

Prima di seguire le indicazioni sopra riportate, è sempre consigliabile, rivolgersi al proprio medico di fiducai o al nostro responsabile medico telefonando allo 080.4800250.


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